dispositivi di protezione collettiva

I Dispositivi di Protezione Collettiva

I Dispositivi di Protezione Collettiva (DPC) sono i dispositivi che tutelano non una sola persona, come i DPI, ma più persone nello stesso momento.

Esempi di DPC sono: parapetti, reti di protezione, armature di sostegno degli scavi, cappe di aspirazione, pareti protettive per saldatura, ecc.

Questo tipo di dispositivi sono regolati dal D.lgs 81/80 agli art. 15, 75 e 111 e rappresentano l’insieme di tutte le misure di sicurezza e prevenzione adottate per la prevenzione rischi e per la salute e la sicurezza di più lavoratori che lavorano insieme.

I principali DPC

Una lista più esaustiva dei Dispostivi di Protezione Collettiva può essere questa:

  • le porte tagliafuoco (queste presentano un grande utilizzo in tantissime realtà lavorative);
  • reti di sicurezza (soprattutto nei lavori di edilizia);
  • dispositivi per l’estrazione di fumi o vapori (per esempio le cappe da cucina nella ristorazione oppure le cappe che aspirano i vapori nei laboratori);
  • rilevatore di incendio;
  • sistemi di sterilizzazione;
  • lavaocchi di emergenza;
  • ponteggi (presenti in tutti i lavori di edilizia);
  • gruppi di continuità;
  • corrimano delle scale;
  • cappe di sicurezza microbiologica (nei laboratori di ricerca medica);
  • parapetti provvisori (nei lavori di edilizia);
  • cappe per rischio chimico e biologico (nei laboratori di ricerca);
  • sistemi di ricambio dell’aria;
  • depuratore d’aria.

Per i Dispositivi di Protezione Collettiva non sono previsti corsi di formazione che invece sono previsti per i DPI di III categoria.

Il Testo Unico in materia di sicurezza sul lavoro sottolinea che in generale vige la priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione individuale e che “I DPI devono essere impiegati quando i rischi non possono essere evitati o sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro”.

E’ troppo facile fornire a tutti i lavoratori delle maschere per la respirazione quando è possibile, o addirittura obbligatorio in alcuni casi, installare una cappa di aspirazione.

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